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Rende, nessun ritorno al Lorenzon

Andrea Rosito


Ore caotiche a Rende: sui social rimbalza il tam tam riguardo la possibile riapertura del “Marco Lorenzon” così da riavvicinare il tifo alla società di Via Fratelli Bandiera con l’obiettivo dichiarato di conquistare la salvezza. A spegnere i facili entusiasmi ci pensa il presidente del Rende Fabio Coscarella: «Si tratta ad oggi di notizie prive di fondamento. Per il “Lorenzon” stiamo lavorando di comune accordo con l’amministrazione comunale per accelerare i lavori di demolizione e ricostruzione. Lavori -prosegue il numero uno del Rende- che ripeto sono per uno stadio di tipo modulare e di facile realizzazione in tempi brevi e con la possibilità di riccolocarlo in altro luogo, -come già avvenuto in altre piazze come Cagliari, Frosinone, Novara, Crotone- e anche per questo chi aveva pensieri speculativi sulla costruzione del nuovo “Lorenzon” può stare tranquillo perché non ci sarà nessuna costruzione in cemento». Lo sfogo di patron Coscarella prosegue sottolineando l’ingratitudine della piazza rendese: «Insieme alla collaborazione con Calabria Maceri siamo riusciti, dopo il nostro arrivo nel 2012, a riportare lustro a una società come il Rende che prima della gestione Pellicori aveva vissuto anni bui terminati con la cessione del titolo sportivo al Cosenza, naturalmente autorizzato dalle autorità politiche. Riusciamo a portare avanti un progetto calcistico importante senza lasciare pendenze economiche in giro per la regione come avvenuto in precedenza. Ma c’è chi non condivide il nostro progetto -continua il patron biancorosso- e si lascia trascinare in beceri discorsi di propaganda politica, e sappiamo tutti che quando la politica entra nel calcio non fa altro che rovinare quanto di buono è stato fatto». Ma quale sarà la soluzione della querelle-stadio per il Rende? Si continua a Vibo o si andrà a Matera? «A Matera c’è qualcosa che si muove con concretezza, soprattutto dal momento che potremo disporre di uno stadio tutto per noi, senza necessità di condividerlo. Ci sono però dei tempi tecnici burocratici e bisognerà aspettare notizie ufficiali». Il presidente ha però parlato a tutto tondo della situazione Rende, concentrandosi anche sulla situazione agonistica: «Siamo tutti concordi che dal punto di vista agonistica c’è qualcosa da correggere e da migliorare, ma nulla è ancora perduto. L’inizio di campionato è stato sì difficile, ma ci sono ancora 87 punti in palio e siamo a sette punti dalla salvezza diretta. È ancora presto per cadere in facili allarmismi».

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