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Rende ad Avellino arriva un punto d’oro

Necessità e obbligo di tornare a punti: è questo il diktat di Avellino e Rende. Ingoffo schiera i suoi lupi irpini con il 4-3-3 preferendo De Marco a Silvestri nella linea di mediana; dall’altra parte Tricarico si affida al collaudato 4-3-3 lanciando Morselli e Giannotti nel tridente e il giovane italo-albanese scuola Milan Murati in mezzo al campo. Già dopo qualche minuto Tricarico decide di spostare Murati davanti alla difesa prediligendo la sua tecnica all’atletismo di Collocolo. Il primo sussulto della gara è un piazzato mal calciato da Vitofrancesco: barriera scavalcata, ma palla nel terzo anello del “Partenio”. All’undicesimo è ancora Rende in avanti con l’ottimo inserimento di Scimia sulla verticalizzazione di Collocolo: Tonti risponde presente alla conclusione del 16. Al diciassette prima manovra dell’Avellino sulla destra che porta alla conclusione Micovschi: palla fuori. Tre minuti più tardi arriva dal destro di Scimia l’occasione più ghiotta per il Rende, ma la palla si spegne a lato della porta di Tonti. Rende che convince più dell’Avellino in avvio spinto dalle urla di Tricarico che prova quasi a telecomandare le giocate dei suoi. Poco dopo la mezz’ora di gioco pericoloso l’Avellino con la sforbiciata di Alfageme su cross di Celjak: Savelloni fa buona guardia. Alla ripresa delle ostilità Ignoffo mette in campo l’artiglieria pesante inserendo il centravanti francese Charpentier. Al quarto errore madornale di Murati che rilancia, in area, sui piedi di Rosseti e poi lo abbatte: Di Graci non tergiversa e assegna la massima punizione. Savelloni ipnotizza dagli undici metri di Paolantonio e buttandosi sulla sua destra respinge il penalty. Prima dell’ora di gioco è Giannotti su una bella ripartenza guidata da Murati a scaldare le mani di Tonti. Tricarico poco dopo perde Rossini per infortunio e si decide ad inserire una punta vera e propria come Libertazzi. Al ventiduesimo della ripresa è l’incornata di Charpentier a far correre un brivido sulla schiena di Savelloni e dei pochi tifosi biancorossi assiepati al “Partenio”. A otto dal termine è il neo entrato Ndiaye a spaccare la retroguardia dell’Avellino e a calciare dai venti metri: il suo tracciante piega le mani di Tonti ma la palla incoccia sull’incrocio; sul cambio di fronte è Savelloni a compiere un miracolo sulla zuccata a rete di Charpentier. Il triplice fischio di Di Graci regala un punto al Rende, il primo della gestione Tricarico.

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