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Reggina, con il Rieti sofferenza per 70′: le scelte sbagliate di Cevoli

Stabilire l’undici titolare sin da subito, in una squadra di calcio costruita totalmente da capo, non è facile. Non lo diventa se, come nel caso della Reggina, si hanno a disposizione giocatori duttili capaci di ricoprire diverse posizioni del campo, ma lo dovrebbe diventare dopo circa 4 mesi dall’inizio del campionato e con 14 gare già all’attivo. 

In casa Reggina, e precisamente nella gara di domenica contro il Rieti, è sembrato abbastanza evidente che qualcosa non sia andata per il verso giusto. E quel qualcosa, inutile negarlo, è stato l’undici titolare, il quale non ha offerto una prestazione degna di essere chiamata in questo modo per i “primi” 70 minuti. Un arco di tempo in cui la Reggina è stata succube del Rieti, il quale ha letteralmente passeggiato sugli amaranto, scesi in campo in una maniera talmente blanda e priva di motivazioni al punto da far scaturire l’ira dei tifosi amaranto. 

Reparti scollegati, giocatori non al meglio ed altri fuori ruolo: era questa la situazione della squadra prima degli ultimi 20-25 minuti. La scelta di Cevoli di far giocare Petermann dal 1′ non ha dato gli effetti sperati. Il centrocampista ex Palermo ha infatti sbagliato tanto sia in fase di impostazione che di copertura. Non ha dato il meglio di sé neanche Franchini, anch’egli partito dal 1′. Piuttosto in ombra, non ha dimostrato la tecnica che lo ha contraddistinto nelle ultime gare. D’altronde, per quest’ultimo, qualche colpa è da attribuire anche a Cevoli per averlo impiegato dall’inizio e non a partita in corso, dove ha dimostrato più volte di essere devastante. Tuttavia, al tecnico sammarinese va il merito di aver fatto esordire al momento giusto Seminara, il migliore in campo in un primo tempo da film horror.

Altra nota negativa è stato Michele Emmausso ma, anche in questo caso, c’è l’impronta di Cevoli. Il calciatore napoletano, poi sostituito ad inizio secondo tempo, non ha espresso in toto le sue qualità viste le scorse giornate, probabilmente per la posizione nella quale è stato schierato. Contro il Rieti, infatti, Emmausso ha ricoperto il ruolo di punta ma con scarsi risultati in virtù del suo ruolo naturale che, di fatto, è quello di ala destra. Probabilmente è stata questa la causa che ha portato il numero 7 a disputare una gara con valutazione al di sotto della sufficienza. I cambi effettuati nella ripresa, invece, danno ragione a Cevoli, ma con un interrogativo in allegato. L’ingresso di Viola è stato decisivo: due assist ed una traversa per il numero 9 che ha (ri)animato l’attacco amaranto. Tassi ha aggiunto fisicità all’attacco e lo si è visto, mentre Marino e Salandria hanno letteralmente ravvivato un reparto in tilt quale il centrocampo. Tanta corsa, tecnica e grinta da parte dei due neo entrati, capaci di prendere le redini della squadra. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: come mai mister Cevoli non ha schierato direttamente dal 1′ l’undici titolare e, precisamente, quei calciatori che alla fine hanno fatto la differenza? Tutti i subentrati hanno dimostrato di star bene e, cosa più importante, di avere tanta voglia, grinta e determinazione.

Forse sarebbe il caso di non discostare dalla formazione titolare quei giocatori dai quali non si dovrebbe prescindere, soprattutto in gare delicate come quella di domenica. Questa volta alla Reggina è andata più che bene, ma non sempre potrebbe andare così. Gli amaranto, nel frattempo, si godono i tre punti.

Antonio Calafiore


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