CalabriaSport24

Reggina. C’è anche l’umiltà di chi sa di esser grande. Basta saper vedere

Andrea Rosito


Rinasciamo ogni volta che troviamo il coraggio di ricominciare; nella vita, come nel calcio. E la Reggina è rinata. Mai così dichiaratamente vincente o meglio, mai così coerente con gli obiettivi dichiarati. Certo, ce n’è ancora tanta di strada prima di raggiungere quel che ha realizzato Lillo Foti che, piaccia o no, è ancora il totem del calcio calabrese, ma le premesse amaranto sono più che un buon auspicio e una iniezione di speranza concreta per vedere la Reggina tra le grandi, anche più grande del suo passato.

Sono stati fondamentali chiaramente i tanti quattrini sborsati del presidente amaranto Luca Gallo per il nuovo corso della Reggina dopo il suo periodo più brutto dal 1914 ma non va mai dato per scontato nessun arrivo, non va mai banalizzata nessuna conquista: in questo caso il risultato sportivo, frutto di tanto lavoro e soprattutto di umiltà, quell’umiltà che non si direbbe a guardare l’istrionico Gallo ma chi sa vedere e andare oltre, avrà notato questa altra caratteristica che sta contrassegnando il cammino degli amaranto. E allora è tanta l’umiltà trasmessa allo spogliatoio da mister Toscano, insieme alla mentalità vincente. Così la Reggina ha legittimato la prima posizione nel girone C della serie C.

Ancora una volta è emerso il rispetto degli amaranto nei confronti del proprio avversario e la vittoria meritata ad Avellino ne è la prova: i calabresi studiano e fanno loro la gara senza la sicumera che appartiene alle squadre ambiziose ma mantenendo la tipica reverenza di chi ha ancora tutto da dimostrare, con un atteggiamento che solo i grandi – che sanno di esserlo – riescono a palesare, accompagnando il tutto alla concretezza data da un gioco bello e intelligente, frutto ovviamente di una superiorità tecnica e tattica mai ostentata. Ecco una delle tante peculiarità degli amaranto. A testimoniarlo le statistiche: 12 gare e 28 punti con un vantaggio di +4 sul Potenza, la seconda e prossima sfidante della Reggina che potrà, in trasferta, cominciare una vera e propria fuga. Prima in classifica del Girone C, dicevamo, miglior attacco di tutta la categoria con 24 gol realizzati e una delle migliori difese ma non solo, la Reggina è una delle due squadre professionistiche europee ancora imbattuta in questo campionato. In passato abbiamo rimarcato il sublime lavoro di Domenico Toscano e di tutto lo staff tecnico, in particolare del vice Michele Napoli – che nella prossima gara guiderà il timone, data la squalifica dello stesso Toscano – così come quello della dirigenza. Denis ancora non è al massimo della forma e le due doppiette nelle ultime due gare non sono altro che l’anticamera di quel che l’argentino mostrerà a tutti gli sportivi. C’è chi sta crescendo (vedi Guarna e De Francesco) chi invece dovrà riposare per ritornare in condizione ma l’ampia rosa sta garantendo un rapido turnover che – basti pensare ai cambi più che risolutivi a gara in corso – fa pensare a una panchina paradossalmente più valida. La Reggina crea occasioni, lo fa con qualità e sta imparando a finalizzare sempre di più, passo dopo passo. Gli amaranto hanno dimostrato di esserci e di volerci essere. È già insito nella testa e nelle gambe dei calciatori il “passo” della serie C, non era facile ed è quello che è sempre mancato nella storia recente degli amaranto. Il gruppo è ottimamente allenato e ha voglia di vincere, dunque. Umiltà ma anche una ‘cazzimma’ sinonimo di pura consapevolezza dei propri mezzi adesso saltano agli occhi e non sono frutto di contingenze. Tanto è stato fatto e tutto è ancora da fare ma la Reggina e tutta Reggio hanno fame di vittorie e idee chiare con un elemento imprescindibile, sin qui presente e che non va mai sottovalutato: l’unione. Ci sarà da divertirsi, ancora.

Antonio Sergi

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.