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Quale futuro per il Cosenza?

Andrea Rosito


La notizia del mancato rinnovo contrattuale da parte dell’ormai ex dg Petrone pone degli interrogativi importanti tra gli addetti ai lavori dei rossoblù. Nell’ambiente aleggia un pessimismo frutto delle decisioni prese, o non prese, da parte di Guarascio e Trinchera, ognuno nei propri ambiti.

Che ruolo ha rivestito e cosa ha svolto il dg in questi mesi? Come mai è andato via dopo solo due mesi? La società ufficialmente si è limitata a comunicare, con poche righe, che il contratto è arrivato alla scadenza naturale e si è deciso di non rinnovarlo, ma la verità sembra essere tutt’altra.
Il Cosenza, per dirla tutta, non è un call center, posto di lavoro che abitua a questa tipologia contrattuale.
Si parla di scontri con Trinchera o una mancata definizione del suo ruolo: dalla nostra, preferiamo tuttavia concentrarci sulla situazione in essere.

E’ lampante come ai Lupi manchi un progetto serio e affidabile, in grado sia di portare tranquillità alla piazza che di acquisire credibilità in fase di mercato. Sembra poco sincero il ds quando afferma che ”Cosenza non attira”, ma è altrettanto vero che non si sta facendo nulla proprio per “attirare” i giocatori in riva al Crati.
Una società che si rispetti non si può prendere il lusso di iniziare un ritiro estivo con soli 6-7 giocatori in rosa, come non si può permettere di perdere giocatori dal costo importante a parametro zero (Dermaku su tutti).
Per non parlare delle varie scadenze contrattuali che, a questo punto della stagione, dovevano essere già risolte e invece, ad oggi, sono ancora in stand-by.

In quest’ottica si inserisce una completa e totale disorganizzazione societaria su tutti i livelli. Manca un settore giovanile in grado di “far nascere” nuovi talenti in casa. È completamente assente lo scouting che ha fatto la fortuna di tante squadre come l’Atalanta, ma anche del Cittadella (che nonostante il basso appeal è sempre nelle posizioni di vertice) o ancora della Vibonese, che ha deciso di puntare con decisione in questo.
Manca, spesso e volentieri, anche la volontà di rischiare nell’andare a prendere giovani di belle speranze ( anche di categorie inferiori) piuttosto che giocatori di categoria ma spesso inutili e deludenti (Greco, Schiavi o Litteri, giusto per citarne qualcuno).
L’interessamento per Tutino che vi abbiamo dato nei giorni scorsi, seppur reale e fondato, sembrerebbe una mossa puramente mediatica per cercare di ricucire il rapporto con la piazza. Inoltre, il colpo estivo Rivierè non è da attribuire a nessuno poichè il curriculum del giocatore parlava da solo. Sostanzialmente, a Cosenza si “naviga a vista” ed è arrivato il momento di fare il passo successivo.

Un plauso va fatto sicuramente ai tifosi, che nonostante il momento di difficoltà sostengono la squadra in ogni dove e non fanno mai mancare il loro supporto per questi colori. Ma, anche con loro, si rischia di spezzare la corda. E ci siamo molto vicini. Non sarà che al presidente manca proprio la passione per continuare quest’avventura e magari vuole cambiare “hobby”?

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