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Cosenza: bicchiere mezzo vuoto un altro punto perso

Andrea Rosito

Serviva una vittoria a tutti i costi, alla luce dei risultati delle altre squadre invischiate nella lotta salvezza. Invece è arrivata la prima sconfitta casalinga. La classifica piange. Saranno due settimane complicate, interminabili, all’insegna di critiche e maxiprocessi con almeno tre protagonisti sul banco degli imputati: Saracco, Braglia e Trinchera.

Il portiere è accusato di aver evidenti responsabilità sulla terza rete. Il tecnico per aver schierato dall’inizio una formazione inedita, il terzo per non aver messo nelle mani di Braglia una rosa con delle valide alternative ai titolari.

Ennesima rete subita nel finale, questa volta dopo una straordinaria rimonta firmata Gennaro Tutino, sempre più leader di questo Cosenza. Il Cosenza sembra essere entrato in un tunnel dove non riesce a vedere la fine.

Il Lecce nei primi 30 minuti ha messo in evidenza tutti i difetti dei rossoblu di Braglia. Poca qualità in mezzo al campo, nessun cenno di vita da Di Piazza, totalmente avulso dal gioco ma sopratutto poca scaltrezza.
Il tutto di fronte ad un avversario in salute, che però nella ripresa ha concesso tanto.
Nel secondo tempo la gara si era incanalata sul binario giusto, grazie alla doppietta dell’attaccante napoletano, bene anche gli inserimenti di Baez e Maniero che hanno dato sicuramente maggior peso all’attacco.

Ma nel calcio si sa la beffa è sempre dietro l’angolo. Bravo Falco in occasione della rete del 2-3 finale, ma la fase difensiva ha fatto un passo indietro rispetto alle ultime uscite. Complici anche le assenze di Idda e Capela, rimpiazzati da un Pascali costantemente messo in difficoltà dagli attaccanti giallorossi.

La mancata capacità di gestire il risultato, dimostra quanto manca al Cosenza per diventare grande.
Adesso testa al Crotone, in un derby che vista la classifica complicata per entrambe è l’occasione giusta per rilanciare le proprie ambizioni.


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